Cairo-Dock: installazione su Ubuntu

  Desktop Environment, Ubuntu

è una barra in stile Mac OsX per sistemi Open Source. Con essa si possono personalizzare molti comandi sul desktop.

Per installare la -Dock su bisogna inserire questo repository nella lista dei repository che si trova in /etc/apt/sources.list

Se usate Ubuntu 8.04 :
deb http://repository.cairo-dock.org/ubuntu hardy cairo-dock

Se usate Ubuntu 7.10 :
deb http://repository.cairo-dock.org/ubuntu gutsy cairo-dock

Se usate Ubuntu 8.10
deb http://repository.cairo-dock.org/ubuntu intrepid cairo-dock

Per aggiornare le chiavi pgp basta dare da terminale, ovviamente avendo i permessi di root:
wget -q http://repository.cairo-dock.org/ubuntu/cairo-dock.gpg -O- | sudo apt-key add -

Poi come al solito:
apt-get update
e poi
apt-get install cairo-dock cairo-dock-plug-ins
Per far si che si avvi ad ogni sessione basta andare su Sistema -> Preferenze -> Sessioni e aggiungere tramite “Add”  l’applicazione che vogliamo far partire che in questo caso è Cairo-Dock.

13 thoughts on - Cairo-Dock: installazione su Ubuntu

  • Grazie della segnalazione Luca, in realtà l’articolo era pronto da tempo ed è stato postato com’era anche per il fatto che nel repository di cairo-dock dovrebbe esserci l’ultima versone aggiornata! 😉

  • Sono stato criptico è vero. Volevo dire che è sempre preferibile usare la versione stabile, patchata e testata messa a disposizione dalla distribuzione. O quantomeno specificare la validità dell’artioclo/tutorial. Il motivo è semplice, la comunità Ubuntu nei forums, tutorials, ecc. sforna sempre documentazione che non riguarda l’utilizzo dei pacchetti messi a disposizione dai repository Ubuntu, ma l’utilizzo di sorgenti o di pacchetti instabili. Il risultato è che ogni giorno mi trovo a dover riparare delle Linux Box dove non parte più X o dove si mischiano varie librerie non trvando simboli qua e là, perchè il niubbo vede quella guida e la adopera.
    Allora non è vero che “Per installare cairo-dock su Ubuntu 8.10 bisogna mettere nel sources.list $BLABLA” come scritto nell’articolo, ma è vero che “Per insallare cairo-dock si fa apt-get install senza toccare nulla. Per installare l’ultima versione invece $BLABLA”.
    Questo non è solo per criticare questo articolo, ma per criticare un pò l’intera comunità che non fa altro che aggiornare della documentazione instabile (giustissimo eh, figuriamoci ho avuto una LFS e una gentoo per anni) dando per scontato che l’utente niubbo sa che si può fare apt-get per installare la versione nei repository.
    Spero non essere frainteso, è più che altro un’analisi e un incentivo a dilungarsi nello scrivere documentazione per non omettere cose che si pensano scontate.

  • L’utente che non svuole smanettare legge Pollycoke, legge Ubuntu-it, legge altri tutorial, l’utente che arriva qui sa che scriviamo per le nostre esperienze, siamo un blog in cui diciamo alcune cose, se fossimo un sito di tutorial ufficiali o di altro scriveremmo guide ufficiali.
    Inoltre da quel che dici tu mi pare di capire che sul repository di cairo-dock mettano le cose senza testare. E’ così?
    La comunità che aggiorna documentazione instabile ha portato avanti per anni il lavoro… eppure mi sembra che siamo a buon punto…
    Ah a dovere di crnaca il tutorial si chiama “Cairo-Dock: installazone su Ubuntu” non si chiama “installare Cairo-Dock su Ubuntu dal repository ufficiale” 😀

  • Altri tutorial? I primi tutorial che escono da una ricerca sono proprio quelli con pacchetti non nel repository.
    Per quanto riguarda la stabilità non ne dubito, io volevo riferirmi in generale a tutorials con installazione da sorgenti, da svn, e pacchetti non ufficiali tutto qui.
    Volevo solo dire questo: “dire 2 righe sul fatto che cairo-dock esiste nei repository ubuntu, e quella descritta è una via alternativa a quella synaptic-newbie”. Giusto per far capire alla gente, tutto qui 🙂

  • Beh allora lamentati con Google non con me se i tutorial con pacchetti non nel repository escono prima!! 😀
    I tutorial con installazioni non standard qui in genere li facciamo solo con cose che non ci sono nei repository vari, nel caso di Cairo-Dock come ti ho detto l’articolo era stato preparato prima del suo inserimento 🙂

  • Odio Google search 🙂 nel caso di questo articolo ok, ma la community continua ad aggiornare questo tipo di guide nonostante i pacchetti stanno nel repository 😉

  • @Luca tu cerchi con cosa?
    Beh scrivo un articolo per noi dal titolo “La communiy e cosa non andrebbe fatto” 😀

  • Eheh guarda sembra una cavolata ma l’organizzazione della community è una cosa molto importante quando si tratta di progetti di questa portata come Ubuntu, e senza organizzazione non si fa altro che mettere fuori strada i newbie.
    Uso yahoo, non che sia migliore, ma google sballava i pesi delle pagine (non so ora, dovrei fare qualche test).

  • Beh Luca, sono stato in diverse comunità e collaborato in diversi progetti, so bene cme funziona (o a volte no nfunziona) il tutto… Ma la comunità è anche questo 🙂

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