Come killare tutti i processi di un utente in Linux

Capita spesso, per diversi motivi, di dover killare in massa tutti i processi di un utente, per fare ciò abbiamo due semplici metodi.

Il primo metodo per chiudere tutti i processi utenti è quello di usare insieme in cascata i comandi psgrepawkxargs e naturalmente kill. Per fare ciò basta eseguire la stringa:

ps -ef | grep nomeutente | awk '{ print $2 }' | sudo xargs kill -9

sostituendo naturalmente il valore nomeutente con il nome dell’utente cui si desiderano killare tutti i processi.

In alternativa si può usare pgrep, insieme ad xargs e logicamente kill. La stringa da eseguire invece in questo caso è:

pgrep -u nomeutente | sudo xargs kill -9

anche in questo caso va ovviamente sostituito il valore nomeutente con il nome dell’utente cui si desiderano chiudere tutti i processi.

Come ottenere la lista dei cron jobs di tutti gli utenti

Avete la necessità di visualizzare i cron jobs di tutti gli utenti e non sapete come fare? Ecco un valido metodo per visualizzare tutti i crontab degli utenti dalla shell di Linux, basterà semplicemente fare un ciclo sugli utenti del sistema, recuperabili dal file /etc/passwd e per ogni utente lanciare il comando crontab con l’opzione -u <nomeutente> ottenendo così tutti i task del cron che il sistema eseguirà utete per utente.

Per facilitarvi le cose ecco il tutto pronto per voi:

for user in $(cut -f1 -d: /etc/passwd); do echo $user; crontab -u $user -l; done

Redirect di dominio con .htaccess

Capita di dover o voler cambiare dominio, magari per il cambio del TLD, da .it a .com, o perchè si sceglie di utilizzae un nuovo nome a dominio. Il rischio spesso è quello di perdere l’indicizzazione dei contenuti e non recuperarla più. Per non incorrere in tale problema la soluzione ideale è quella di reindirizzare i contenuti dal vecchio sito al nuovo, mediante un Redirect 301 (Moved permanently).

.htaccess Redirect 301

Nei sistemi in cui è installato il web server Apache il metodo più efficace per effettuare tale pratica è quello di usare il file .htaccess, che permette tramite semplici righe di realizzare la migrazione dei contenuti da un vecchio sito ad uno nuovo.

Per fare il redirect di un vecchio dominio, ad esempio da vecchiodominio.it a nuovodominio.com basterà aggiungere al file .htaccess le seguenti righe:


<IfModule mod_rewrite.c>
  RewriteEngine On
  RewriteCond %{HTTP_HOST} ^vecchiodominio.it$ [OR]
  RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www.vecchiodominio.it$$
  RewriteRule (.*)$ http://www.nuovodominio.com/$1 [R=301,L]
</IfModule>

A questo punto qualsiasi post, che manterrà la medesima struttura gerarchica di directory, del vecchio sito, sarà redirezionato nel nuovo sito.

 

Buon redirect a voi!

Aggiornamento da Debian 6.0 Squeeze a Debian 7.0 Wheezy

E’ stata rilasciata ufficialmente Debian 7.0, nome in codice Wheezy, e naturalmente la voglia di aggiornare il proprio sistema è tanta. Ecco a voi la guida passo passo per effettuare l’upgrade di Debian 6.0 Squeeze a Debian 7.0 Wheezy.

Logo Debian Wheezy

Naturalmente vi consigliamo prima di qualsiasi operazione di effettuare un backup dei dati importanti presenti sul vostro sistema.

Innanzitutto bisogna modificare il file /etc/apt/sources.list, usando vi, nano o il vostro editor preferito:

vim /etc/apt/sources.list

sostituendo nel file il valore squeeze con il valore wheezy, quindi nel caso il vostro file contenga le seguenti righe:

deb http://mirrors.kernel.org/debian/ squeeze main
deb-src http://mirrors.kernel.org/debian/ squeeze main
deb http://security.debian.org/ squeeze/updates main
deb-src http://security.debian.org/ squeeze/updates main

esse diventeranno

deb http://mirrors.kernel.org/debian/ wheezy main
deb-src http://mirrors.kernel.org/debian/ wheezy main
deb http://security.debian.org/ wheezy/updates main
deb-src http://security.debian.org/ wheezy/updates main

A questo punto si può avviare la prima fase dell’aggiornamento del sistema, per prima cosa è importante aggiornare il repository dei pacchetti Debian eseguendo da shell (o terminale) il comando:

apt-get update

Successivamente è necessario aggiornare prima degli altri programmi i due fondamentali gestori dei pacchetti aptaptitude tramite il comando:

apt-get install aptitude apt

A questo punto si può avviare il primo upgrade di sistema minimale, lanciando sempre da shell o da terminale il comando

apt-get upgrade

Dopo l’aggiornamento del sistema minimale è bene verificare di avere un kernel aggiornato ed aggiornarlo all’ultima versione disponibile, per verificare la versione di kernel installata si può usare la seguente combinazione di comandi:

dpkg -l | grep linux-image

Che ci restituirà un output simile a questo:

ii linux-image-2.6-amd64 2.6.32+29 Linux 2.6 for 64-bit PCs (meta-package)
ii linux-image-2.6.32-5-amd64 2.6.32-45 Linux 2.6.32 for 64-bit PCs

Per aggiornare ora il kernel basta eseguire da terminale il comando:

apt-get install linux-image-2.6-amd64

A questo punto è necessario aggiornare il vostro bootloader, che nella maggior parte dei casi sarà Grub, mediante il comando:

update-grub

e successivamente aggiornare il gestore dei dispositivi per il kernel linux udev digitando nella shell:

apt-get install udev

Manca ora solo il passaggio finale, quello relativo all’aggiornamento della distribuzione vero e proprio, potrete effettuarlo lanciando il comando:

apt-get dist-upgrade

Da questo momento in poi state utilizzando Debian Wheezy.

Naturalmente esiste anche una guida ufficiale all’upgrade. Buon aggiornamento!

Google Music: iscriversi dall’Italia

Da poco è stato lanciato il nuovo servizio di musica gestito da Google, per l’appunto, Google Music. Il problema è che il servizio non è attivo per gli utenti italiani. Per far credere al sito di Google che non siamo italiani ma americani è necessario effettuare una connessione tramite un proxy. In poche parole eviteremo di connetterci direttamente al sito di Google Music, ma la farà il proxy al posto nostro. Passiamo alla guida vera e propria.

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PartyPoker.it l’amore per la vittoria

Ha poco da fare con Linux, ma a volte l’azzardo ci piace, eccoci qui allora a presentare PartyPoker.it, servizio già noto ai molti amanti del Poker in Italia che sta risquotendo sempre più successo.

PartyPoker è una sala da gioco virtuale dove oltre a poter giocare al poker sportivo Texas Hold’em, sia in modalità torneo che in modalità Cash Game, avrete la possibilità di incontrare vere e proprie personalità dell’ambiente come Giovanni Rizzoni, Kara Scott e Dragan Galic.
Tra le varie opportunità offerte da PartyPoker ci sono i tornei a montepremi garantito, con 25.000 euro di montepremi ogni mese, i tornei WPT, con la possibilità ad esempio di accedere al WPT di Praga (PartyPoker.it è partner ufficiale del World Poker Tour), e la mano milionaria, una splendida occasione per vincere fino ad un milione di euro in bonus.

Ulteriore cosa che può attirare il vostro interesse, anche se non siete appassionati del gioco o non sapete proprio giocare al Texas Hold’em Poker è la scuola di poker, una serie di lezioni e videolezioni tenure da Giovanni Rizzoni, dei tutorial che partiranno dalle regole base del poker alle diverse varianti che contraddistinguono il gioco, (come Omaha e Omaha Hi/Lo), dai suggerimenti dei campioni a tutto ciò che riguarda lo specifico della sala da gioco, come le partite cash, la gestione del bankroll, le giocate a tavolo singolo e multi-tavolo.

Cosa altro vi manca? Io direi nulla, andate su PartyPoker.it e divertitevi!

Clonare la tabella delle partizioni con sfdisk

Può capitare di dover clonare le partizioni del vostro hard disk per vari motivi, un hd danneggiato, la creazione di un RAID 1 o cose simile, allora spesso risulta noioso e poco pratica fare l’operazione mediante i normali strumenti come fdisk, in questo caso ci viene in aiuto sfdisk.

Come riportato nel manuale:

sfdisk è un programma non interattivo per la modifica della tabella delle partizioni, utile per la realizzazione di script. L’utilizzo normale di questo programma di servizio prevede la preparazione di un file contenente le istruzioni sulle partizioni da creare all’interno di un disco specificato espressamente. Anche se è prevista una sintassi apposita per queste istruzioni, può essere conveniente l’utilizzo di quanto ottenuto da un’interrogazione con lo stesso sfdisk, come verrà mostrato. Prima di arrivare a vedere in che modo si possono definire le partizioni, conviene prendere confidenza con l’uso di sfdisk, attraverso delle operazioni non distruttive, e per questo si comincia subito con alcuni esempi.

In pratica sfdisk non è altro che uno strumento che permette di effettuare in Linux delle semplici operazioni sulla tabella delle partizioni.

Nel nostro caso tramite l’opzione -d sarà possibile clonare le partizioni, infatti l’opzione non fa altro che creare un resoconto sulle partizioni presenti nel disco fisso passato come parametro.
Portando l’output su un file sarà poi possibile effettuare l’operazione inversa e ricreare la tabella delle partizioni su un altro disco, o anche sullo stesso.

Ad esempio supponendo che il nostro disco sia /dev/sda, per salvare la tabella delle partizioni eseguiremo il comando:
sfdisk -d /dev/sda > partizioni.txt
mentre per ripristinarla, supponendo che il disco di destinazione sia /dev/sdb e così clonare la tabella delle partizioni useremo il comando
sfdisk /dev/sdb < partizioni.txt

A questo punto avremo due dischi con le partizioni di grandezza identica, naturalmente il passaggio dei dati, qualora lo vorreste, o la sincronizzazione dei dischi o ancora la ricostruzione del RAID toccherà adesso a voi.

sfdisk offre tante altre picole opportunità che magari rivedremo in seguito.

Installare il Loader ionCube su Linux (Debian e Ubuntu)

Avete dei file codificati con l’ionCube Encoder e per utilizzarlo vi necessità l’ionCube Free Loaders? Ecco come installarlo su Linux, che sia Debian o Ubuntu come distribuzione (per le altre cambierà il passo 4, relativamente alla posizione del file php.ini).

  1. Scaricare il file di ionCube Free Loaders relativo all’architettura utilizzata. Nel caso si usi una 32 bit basta digitare in una finestra di terminale:

    wget http://downloads2.ioncube.com/loader_downloads/ioncube_loaders_lin_x86.tar.gz

    mentre se si usa un sistema 64 bit bisognerà digitare sempre nella finestra del terminale:

    wget http://downloads2.ioncube.com/loader_downloads/ioncube_loaders_lin_x86-64.tar.gz

  2. Scompattare il file scaricato scrivendo sempre nella finestra di terminale, nel caso di un sistema 32 bit:

    tar zxvf ioncube_loaders_lin_x86.tar.gz

    mentre nel caso di un sistema 64 bit:

    tar zxvf ioncube_loaders_lin_x86-64.tar.gz

  3. Spostare i file relativi a ionCube sotto /usr/local digitando il comando:
  4. mv ioncube /usr/local/

  5. Modificare il file /etc/php5/apache2/php.ini, mediante un qualsiasi editor come vi, pico, nano, gedit o quello che più vi aggrada, aggiungendo la riga:

    zend_extension = /usr/local/ioncube/ioncube_loader_lin_5.2.so

  6. A questo punto tutto quello che vi resta da fare è riavviare Apache mediante il comando:

    /etc/init.d/apache2 restart

Questo è tutto! Buona installazione!